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INTERESSI

Da un po' di tempo ricevo spesso telefonate nelle quali mi si chiedono notizie varie sui pointers SAN PELLEGRINO. Per non ripetere ogni volta le stesse cose, con il rischio di confondere nomi e date, ho pensato di trascrivere qui tutto quanto potrebbe interessare un appassionato di questa razza. Ho incominciato ad allevare pointers perchè Di Stadio non ne aveva più voglia e tempo. Da anni addestravamo insieme giovani e giovanissimi cani suoi e cacciavamo con quelli nelle sue riserve jugoslave, finchè un giorno mi disse che non aveva più l'età per impazzire dietro a quei cuccioloni e che, se volevo, potevo allevare io per lui. Poi, se fosse uscito qualche soggetto meritevole, lui avrebbe provveduto a fargli fare carriera affidandolo alle mani di qualche esperto addestratore. Ed eccomi qua, più per caso che per vocazione, ad allevare pointers. In quel tempo (1991) possedevo ADRIA'S IVA e Di Stadio aveva da pochi anni ritirato dalle prove AXEL DEL VENTO, fra la sorpresa generale, regalandolo poi ad Oscar Monaco. Non starò a ricordare chi fosse AXEL perchè sono sicuro che tutti ne ricordano la folgorante carriera fatta sotto l'abile guida del mio concittadino Giorgio Baldoni, ma ricorderò brevemente chi era IVA. Mi fu regalata nel settembre del  1984, a due mesi d'età, dal compianto e mai dimenticato amico Franciosi Giancarlo con la clausola che se, crescendo, avesse dimostrato di avere le caratteristiche necessarie per fare la grande cerca, l'avrebbe ripresa ricompensandomi per il tempo ed il lavoro profuso e regalandomela poi a fine carriera. Le qualità le aveva, eccome! A quattro mesi fermava le starne con la  sicurezza di un adulto a FASANA, un piccolo gioiello di riserva che Di Stadio possedeva vicino a Pola. La portai sui terreni più belli e più ricchi che avevo a disposizione ed a quindici mesi Franciosi la riprese con se, piazzandola con l'ECC. al Derby del 1986 e laureandola Campione Trialer in poco tempo. Per due anni, 1987 e 1989, il Pointer Club d'Italia le assegnò il trofeo "GRASSI" quale miglior femmina pointer per la grande cerca. Franciosi poi, quando la cagna compì il quinto anno di età, la ritirò dalle prove, ci fece una cucciolata, della quale non conosco la sorte, e me la regalò come aveva promesso. Eccomi quindi al matrimonio inevitabile fra ADRIA'S IVA ed AXEL DEL VENTO.

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1) e 2)  Adria's IVA con il proprietario e conduttore FRANCIOSI GIANCARLO così come lo ricordano gli amici. 3) il libretto delle qualifiche.

Come si vede dal Mod.B (purtroppo non ho conservato copia del mod.A) in data 7 luglio 1991 nacque un solo cucciolo, femmina, bianca e nera, e che chiamai NOEMI. Crebbe bene e dimostrò di possedere ottime qualità tali da suggerirmi di farle fare carriera. Allora il bravo Di Pasquale addestrava soltanto setters "Del Binario" di Bruno Sternieri e unicamente per gentile concessione di quest'ultimo prese sul furgone la cucciolona all'età di circa quindici mesi e soltanto dopo averla vista in azione sulle starne di Pola. Il galoppo non era perfetto, ma veniva ampiamente compensato dall'avidità, dal temperamento, dalla mentalità trialer, dalla facilità con la quale andava sul selvatico e dalla facile addestrabilità. A conferma di queste grandi doti vinse nel 1993, alla Tollara, il DERBY con la qualifica di 1° ECC/C.A.C.

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1) Alla Tollara il giorno del Derby con l'amico Sternieri ed il vincitore Di Pasquale, TONI per gli amici - 2) Il libretto delle qualifiche.

Subito dopo la ritirai temporaneamente dalle prove per farle fare dei cuccioli. Il primo matrimonio fu combinato con la collaborazione di Endrizzi Luigi proprietario del Campione Trialer DAR. Anche di questo fantastico pointer non racconterò le gesta perchè sono ancora vive nella memoria di tutti gli appassionati che lo seguivano e lo ammiravano, invidiandone il proprietario.

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1) Il certificato L.O.I..2) NOEMI, figlia di Iva x Axel, a Varazdin in ferma su brigata.

Nacquero quattro cuccioli in data 29 agosto 1993: di tre non conosco la storia, mentre il quarto, mi diceva Tognotti che lo condusse in grande cerca per qualche tempo, era una macchina da corsa indistruttibile con grande mentalità, ma con altrettanto grande difficoltà ad incontrare. Il sangue di NOEMI ed il sangue di DAR non avevano dato i frutti sperati. Abbandonai quella pista per seguirne una nuova. Avevo chiesto in giro, ad alcuni esperti, notizie di cani che avessero una meccanica perfetta, in quanto era mia intenzione migliorare il movimento di NOEMI togliendo nel contempo, se e quanto possibile, quella patina di grossolanità riscontrata nella cucciolata precedente e che, probabilmente, mi portavo dietro dai due capostipiti IVA ed AXEL. Fra le varie indicazioni seguii quella fornitami da Rudi Lombardi che mi suggeriva un illustre sconosciuto di nome ZENIT DEL VENTO. Telefonai al Dottor Guberti spiegandogli la cosa e chiedendogli un incontro per vedere il cane in azione e per combinare per la eventuale monta. Andai con l'amico Mario Monari e vidi che ZENIT possedeva tutte le qualità che mi interessavano, a parte la sua difficile governabilità e la forse troppa indipendenza. Prima dell'accoppiamento trovai il tempo di andare in Polonia e nel marzo del 1995 a Czestochowa, personalmente, feci il secondo C.A.C. necessario perchè fosse proclamata Camp.Ital.Trialer. In maggio, quindi, unimmo i due cani ed il 13 luglio 1995 nacquero sette cuccioli: tre maschi e quattro femmine.

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UMBRA  ed  ULLA,figlie di Noemi x Zenit, che sonnecchiano ed impigriscono al sole autunnale - Libretto delle qualifiche di UMBRA di S.Pellegrino.

Più avanti parlerò anche delle cucciolate intermedie fatte con altre fattrici ed altri stalloni, a dimostrazione di come sono arrivato alla Z di ZORA partendo dalla N di NOEMI, ma per ora resterò su questo filone. Tenni una femmina: UMBRA, regalai ULLA a Gregorini Emilio con la promessa che poi me l'avrebbe prestata per fare qualche cucciolata. Altre due femmine andarono in Grecia, presso amici, e diventarono eccellenti cacciatrici, mentre dei tre maschi uno andò in Toscana e due rimasero nei dintorni di Modena, ma morirono tutti in giovane età, per accidenti vari. Avevano comunque mantenuto quella grossolanità che non mi piaceva. La migliore, da questo punto di vista, era sicuramente ULLA: bellissima incollatura, tronco ben fatto, corta, con molto naso e bellissima espressione in una ferma solida., elegantissima nel movimento e portamento di testa spavaldo. Aveva preso molto dal padre, secondo me, ma per fortuna aveva preso anche equilibrio e maneggevolezza dalla madre. Nel febbraio del 1996,   portai NOEMI in Grecia su invito di alcuni amici e laggiù in due giorni, con un 2° ECC. il sabato ed un 1°ECC. C.A.C.T. la domenica, diventò Camp.di Lavoro Gr.

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1) La giuria greco-francese che titolò NOEMI Camp. di Lavoro GR., con alcuni amici .

La NOEMI continuò a gareggiare condotta dal proprietario Lappas ancora per qualche tempo con successo, ma morì di parto due anni dopo. Il fatto di averla condotta personalmente ad alcuni importanti traguardi me la fa ricordare con ancor più tenerezza e simpatia. Tornando ai figli, UMBRA fu adottata da Di Stadio all'età di tredici mesi, dopo che la vide in azione nelle praterie di Varazdin e la consegnò nelle mani di Stefano Girandola. Dopo non molto però la sua passione per la grande cerca si affievolì e, dopo l'ultima operazione al cuore, decise di farne dono ad Angelo Mocchi. In poco tempo diventò Campione Trialer e, come cigliegina, mise sulla torta il titolo di Camp.d'Europa Tr. riservato alle femmine pointer, nella primavera del 1999. Il Pointer Club d'Italia, per i meriti ed i punteggi acquisiti, la premiò con il trofeo GRASSI, quale miglior femmina pointer per la grande cerca, negli anni 1998 e 1999. C'è soltanto da augurarsi che sia altrettanto brava come fattrice e questo lo accerteremo, a Mocchi piacendo, nel 2001. Ora mi dedicherò alla sorella, ULLA di SAN PELLEGRINO. 

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1) ULLA che mi guarda sospettosa; 2) ULLA in ferma durante un allenamento a Pavullo; 3) Certificato di ULLA.

Mi guardavo intorno incerto, vagliando le notizie e le informazioni che riuscivo a raccogliere qua e là, relative ai soggetti migliori del momento ed alle loro origini. RIBOT DELLA NOCE mi sembrò, per corrente di sangue e per le qualità psico-fisiche che evidenziava, nonchè per i tanti allori accumulati in pochissimo tempo, il partner più adatto. Ne parlai con Elio Cantone che fu ben felice di concedermi la monta, un po' perchè è una persona squisita ed un po' perchè fidava molto nel fatto che ULLA era la sorella di UMBRA ed anche lui convenne che "questo matromonio si doveva fare". Nacquero sette cuccioli il 26 luglio 1997, cinque di colore bianco-nero e due bianco-arancio, con due maschi e cinque femmine. ZEKO va a caccia di coturnici a Catania,  dall'amico Davide Caruso, con buoni risultati; ZAC, che aveva più mentalità, andò a Cantone, ma non dimostrò quelle qualità che sono richieste ad un trialer. Però aveva naso da vendere, avidità, carattere, buon movimento e portamento di testa per cui non fu difficile trovare un avveduto proprietario in Paolo Claudio Cortesi e quindi,  nelle mani di Ferrari Giuliano di Genova, acquisire il titolo di Camp. Ital. di Lavoro. ZARINA andò in Grecia anche lei a cotorni; ZUFFA finì a casa di Oscar Monaco, che la porta a tutte le cacce, dimostrando eccellenti qualità ed ecletticità tanto che, senza perdere tempo, alcuni mesi orsono l'ha maritata con il Camp.di Lav.Trialer nonchè vice-Camp. d'Europa NOBEL condotto da Giorgio Baldoni, partorendo poi quattro cuccioli dei quali mi è stata regalata una femmina. ZARA finì in Spagna, ma dimostrò paura dello sparo e fu messa a riposo. ZOE e ZORA rimasero a casa mia fino all'età di dieci mesi ed avendomi fatto vedere, sempre nella bellissima palestra di Varazdin, cose egregie, le proposi a Girandola che, dopo averle visionate in Polonia,  trovò loro un proprietario e le mise sul furgone incominciando subito l'addestramento. ZOE, purtroppo, nel momento in cui avrebbe dovuto e potuto mettere a frutto le grandi qualità che possedeva ed il lavoro fatto da Girandola, è morta (l'incerta autopsia presume un forasacco), mentre ZORA, di Ezio Casagrande, ha fatto e sta facendo ottime cose  e per quanto ho visto, letto e sentito dire da chi l'ha giudicata, sono veramente orgoglioso che sia nata e cresciuta in questa casa e con l'affisso di San Pellegrino.

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ZEKO di S.Pellegrino in ferma sui cotorni dell'Etna; ZORA di S.Pellegrino in Spagna; ZAC di S.Pellegrino con il proprietario Cortesi e l'addestratore Ferrari. Sono tre figli di Ulla x Ribot.

L'anno successivo, il 1998, in primavera,  il buonsenso ed i consigli di molti amici, mi suggerivano di ripetere la stessa monta, ma la mia testardaggine e la mia presunzione nel ritenere che il merito di cotanti figli non fosse soltanto dello stallone, come sentivo dire dai più, mi spinsero a tentare un'altra via: HARDY DU BOIS DES PERCHES di Angelo Mocchi e condotto da Stefano Girandola. Mi avevano tentato non soltanto i suoi titoli, che erano tanti, ma anche e forse più, i suoi numerosi bravi figli. ULLA però fece la furba e non rimase gravida e così persi un anno perchè d'inverno non era disponibile, in quanto Gregorini non intendeva privarsi del piacere di vederla cacciare (ed aveva ragione). Caparbiamente ritentai l'anno dopo e finalmente il 26 maggio 1999, dopo trepida attesa, sono nati dieci cuccioli, due maschi ed otto femmine. La predominanza di femmine in queste cucciolate non so da cosa dipenda, forse semplicemente dal caso, tuttavia a me la cosa non  dispiace perchè mi offre una gamma molto più vasta da cui scegliere le future probabili fattrici.

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Le sorelle ADA e AMBRA figlie di Ulla x Hardy.

Con questa cucciolata ricomincio dalla lettera A: ATOM è di Luigi Parpaiola ed è già da tempo sul furgone di Girandola; ABEL è a Catania presso i soliti amici ed alterna coturnici a beccacce con bravura e disinvoltura (io ritengo che abbia tutti i numeri per tentare il grande salto e mi auguro una conferma da parte del proprietario Sergio Pappalardo); AMI' è finita a Bergamo, ma di lei non ho notizie recenti; ALLE, che ho regalato a Gregorini, è finita anche lei nelle mani di Girandola; ARENA è in Spagna a sostituire la infelice ZARA presso Andres Cabestrero il quale, entusiasticamente, mi assicura avere caratteristiche eccezionali per la grande cerca (la vedrò nella prossima primavera, spero); ARABA è in Grecia a coturnici, con successo; AIDA è già da un po' sul furgone di Ferrari Giuliano; ADDER, che il proprietario Filippo Rautis voleva si chiamasse ASIA, e così la chiamerà, sta cacciando beccacce in Basilicata; AMBRA ed ADA  sono a casa mia. La prima, dopo aver superato un problema di calori troppo ravvicinati (ogni tre mesi), l'ho consegnata nelle mani di Balugani perchè la porti fra le rosse di Spagna, decisione presa con qualche incertezza perchè pensavo di  tenermela come fattrice in considerazione del fatto che, nel frattempo, Gregorini ha ceduto ULLA a Rautis ed io dovrei rimpiazzarla, mentre la seconda (ADA) viste le eccellenti qualità venatorie e non solo, l'ho già destinata alla riproduzione. Infatti in data 22 agosto 2000 le sono nati nove cuccioli, quattro maschi e cinque femmine:

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I quattro figli di ADA che ho tenuto per me, in ferma a vista su farfalla finta nel giardino di casa (tre femmine ed un maschio bianco-marrone).

BITTER-BARONE-BLU'-BINGO-BISS-BUBBOLA-BEFFA-BURRASCA-BARBA ed hanno come padre ZAC, il Camp.It. di Caccia prat. fratello di ZORA. In loro, quindi, scorre sangue per il 25% di RIBOT DELLA NOCE, per il 50% di ULLA DI SAN PELLEGRINO e per il restante 25% di HARDY DU BOIS DES PERCHES. Sono molto corti, con belle incollature, teste discrete ed ottimo carattere e se sono rose.....Tornando ai dieci figli di HARDY ed ULLA ho riscontrato un soddisfacente miglioramento sia nelle teste che nella distinzione e nella finezza della pelle, quindi la mia testardaggine è stata premiata da questo punto di vista. Ora si tratta soltanto di aspettare qualche mese per vedere se tutte quelle belle qualità,  per ora soltanto evidenziate, si tradurranno in fatti concreti dopo il lavoro degli addestratori e quindi scoprire se sotto il fumo c'è anche l'arrosto. Credo comunque che sia ormai evidente che almeno il 50% del merito per le ottime qualità dimostrate dai figli, sia di questa che dell'altra cucciolata, si possa attribuire alla bravissima fattrice. Credo proprio che Filippo Rautis, con la felina complicità di Oscar Monaco, abbia fatto un ottimo investimento.

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1) ULLA, sotto, con la figlia AMBRA al tiepido sole invernale. 2) L'ultima fatica di ULLA (ma sono "Lucaniae" ahimè!).

 

LE ALTRE CUCCIOLATE

Con Adria's IVA ed AXEL del Vento feci altri due tentativi: in data 2 marzo 1992 sono venuti alla luce sei cuccioli, tre bianco-neri e tre bianco-arancio con tre maschi e tre femmine. OTTO finì sul furgone di Baldoni e dimostrò di essere un ottimo cane senza tuttavia diventare Campione (era comunque molto ordinario e grossolano), mentre non so nulla di OMAR, OSCAR e ONDA. OLGA rimase con me e tentai due cucciolate, delle quali parlerò più avanti, perchè era abbastanza bella ed aveva buone caratteristiche per la grande cerca, mentre OMBRA andò a caccia con Gregorini con il solito accordo: cuccioli. Al terzo accoppiamento di AXEL con IVA, in data 17 novembre 1992 nacquero tre cuccioli maschi: uno bianco-arancio di nome POETA ed uno bianco e nero di nome PRINCIPE  finirono in Grecia  presso alcuni amici, dove gareggiarono per parecchi anni con ottimi risultati in caccia pratica (POETA fece un  1°ECC. in caccia a starne all'età di sedici mesi, mentre il secondo ha fatto, fra gli altri, un 1°ECC.C.A.C. in una prova a beccacce).Il terzo, di nome PIRATA,  bianco e nero, dimostrò buone qualità venatorie e buona mentalità  trialer, ma mantenne purtroppo la solita grossolanità e fu destinato alla caccia.

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1) POETA con l'amico Lappas in occasione del C.A.C. a beccacce. 2) PRINCIPE all'età di sedici mesi, con Nikos e Mantis per ricordare il primo 1° ECC. a starne. Sono figli di Iva x Axel.

OLGA a sua volta, come dicevo sopra, partorì due volte: nella prima, con il Camp.Trialer GINO del Frangio di Endrizzi, in data 14 settembre 1993, nacquero otto cuccioli di buon aspetto e distinzione, anche se qualcuno di ossatura un po' leggera, ai quali diedi i nomi di: ROSE'-ROCH-RITA-RACH-ROMA-ROBBY-ROULETTE e RUDY. Di questi ROSE' rimase a casa mia, mentre gli altri finirono nelle mani di altrettanti cacciatori, ma ne ho perse le tracce in quanto non dimostrarono di avere qualità trialer. Soltanto uno, ROBBY, andò a due mesi a casa di Agostino Pasquariello che, dopo i primi importanti insegnamenti, viste le notevoli qualità del cane, lo propose alla Signora Elisabetta Bucalossi e Claudio Balugani  lo condusse poi a diventare Camp.Trialer e tuttoggi, nonostante la non più tenera età, corre ancora con onore. La seconda cucciolata la feci con un buon cacciatore, sconosciuto al mondo cinofilo, di nome RIFORAF, ed in data 12 maggio 1995 ha dato alla luce sette cani: SMOG-SIGARO-SKIPPER-SCUDO-SOLDO-SCHEGGIA e SLIP unica femmina. Niente di speciale e le loro tracce si sono perse, mentre SMOG e SCHEGGIA finirono a Gregorini Emilio ed al fratello Franco che li utilizzano tuttora a caccia. Ma sono entrambi molto ordinari, con pelle spessa e grossolana,  pur essendo ottimi cacciatori e riportatori impareggiabili anche in acque profonde e ghiacciate. Poi OLGA è finita a caccia di cotorni in Grecia dove ha anche riprodotto con ZENIT del Vento e pare che qualche figlio stia dimostrando qualità particolarmente interessanti. Ho poi tentato la fortuna anche con la sorella OMBRA che cacciava con Gregorini e che è prematuramente deceduta (ancora un maledetto forasacco), ma Emilio si era dimenticato di dirmi che da tempo aveva fatto il passaggio di proprietà intestandola "Della Gherbella", suo affisso e pertanto i due cuccioli nati il 1° luglio 1994 in questa casa, portano  quell'affisso. ERIK è diventato un discreto cacciatore, mentre ETTORE, che rimase nelle mie mani per sedici mesi, fece strada. Infatti Di Stadio lo volle per sè,  viste le eccellenti caratteristiche che il cane dimostrava sulle starne di Varazdin, e lo affidò a Balugani sotto la cui guida  è diventando Camp.Trialer, continuando poi la sua carriera agonistica in Grecia, presso l'amico Xidis Giorgio,  dove attualmente vive e riproduce. Con la figlia di OLGA rimastami, ROSE', mi capitò un incidente: ETTORE della Gherbella,  giovanissimo (aveva circa otto mesi), me la coprì furbescamente ed il 14 maggio del 1995 sono nati sette cani di nome: TANGO-TURBO-TIGRE-TOKAY-TEPPA-TINA (il settimo era piccolissimo e morì dopo poche settimane). L'immaturità dello stallone fu evidente ed i sei furono accasati presso amici cacciatori in quanto nessuno di loro, pur avendo buone qualità generali, aveva le caratteristiche necessarie per fare carriera agonistica. Riprovai, e questa volta per mia scelta, sei mesi dopo perchè mi sembrava impossibile che due cani con le eccellenti caratteristiche di ROSE' e di ETTORE non producessero qualche cucciolo di valore, attribuendo il primo insuccesso alla troppo giovane età del riproduttore. Non andò molto meglio quando il 1° gennaio del 1996 nacquero tre cuccioli che chiamai: VICTOR-VIANNI e VIP. Il primo aveva delle buone qualità tali da tentare una carriera a grande cerca, prima nelle mani del povero Di Pasquale e poi in quelle di Tognotti, ma nonostante la loro competenza ed abilità, non riuscivano a farlo andare oltre l'eccellente, quando andava bene, penalizzato da un fisico pesante che trasmetteva un galoppo troppo macchinoso. Gli altri due finirono ingloriosamente come cani da compagnia.

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1) ROBBY di San Pellegrino, Camp.It.Int.Trialer. 2) ETTORE della Gherbella, Camp.It.Int.Trialer. (Foto originali in allestimento).

Come appare evidente, in questi dieci anni ho dovuto scavare molte gallerie prima di trovare il filone buono, e dire che, secondo me, il partire con due cani famosi ed importanti come AXEL del Vento ed Adria's IVA, prodotti da allevatori esperti e seri, avrebbe dovuto aprire un'autostrada davanti a me. Invece, guardando proprio i due capostipiti e non solo loro, si vede chiaramente che anche le cucciolate fatte esattamente con gli stessi riproduttori non hanno dato  gli stessi prodotti. C'è qualcuno con più esperienza che sa dirmi perchè? ( se esiste un perchè ). Dipende forse dal clima, dall'alimentazione, dallo stato psico-fisico dei cani, dallo stres, dall'età, dall'ambiente, diversi da una volta all'altra? Oppure è qualcosa che nè l'esperienza nè la scienza nè la medicina riescono a spiegare? O, ancora, ci sono delle impurità segrete nei nostri cani che non ci danno la certezza del prodotto? Non c'è modo, insomma, di fare un'esperienza quasi matematica e trasmissibile ai neofiti tale da impedire avventure inutili, se non addirittura pericolose, specialmente per i cani? Gli insuccessi non sempre stimolano, anzi, molto frequentemente avviliscono e deprimono al punto da invogliare a dedicarsi soltanto alla caccia, se non addirittura alla pesca. Se ho capito bene, Dellatorre e Verdiani stanno proprio tentando di aprire una nuova strada, sfruttando le enormi potenzialità che la moderna elettronica ci mette a disposizione, per ridurre, ove e quanto più possibile, i rischi e gli inconvenienti cui un cinofilo (più o meno esperto poco importa) può andare incontro. Ma per farlo hanno bisogno di molta collaborazione, anche da parte delle alte sfere, e di dati e notizie attendibili, da immagazzinare nei loro compiuters per poterli elaborare e mettere a disposizione di tutti, anche di chi volesse fare, magari una sola volta nella vita, una cucciolata. Diamo loro una mano nell'interesse di tutti, cani compresi.

 

QUELLO CHE IN POCHI SANNO

Montale 5 Ottobre 2004

Per esempio, in pochi sanno dei miei trascorsi di allievo-addestratore. Ma andiamo per gradi. Acquisita la passione per la caccia alla tenera età di 32/33 anni, pensai fosse logico incominciare con una razza di cani più lenti e riflessivi e siccome in quel di Spilamberto, in provincia di Modena, vi era un noto allevamento di spinoni italiani, che portava l'Affisso "Del Torrione" ed era gestito da Amadessi Antonio, ne comprai due. Il maschio, di un bellissimo colore mielato, si chiamava Aris del Torrione (per me e per gli amici era Aristide) e la femmina, roano-marrone, Tebe del Torrione. Comprai anche qualche testo che parlava dell'addestramento dei cani da caccia e mi diedi da fare cercando di mettere in pratica quanto via-via adavo leggendo. Non me la cavai male (anche perchè mi fece pazientemente da maestro Luigi Taccon, con il quale mi trovavo quasi tutte le mattine al piccolo e dismesso campo d'aviazione di Mantova dove mi dava alcuni insegnamenti e tante sgridate) tanto che feci qualche Eccellente in caccia pratica con Aristide (uno di questi eccellenti me lo diede l'Avvocato Zurlini, ma il primo in assoluto a giudicarmi fu Trivellato a Pian di Spino dove, però, la mia inesperienza mi fu fatale e nonostante Aristide avesse fatto il punto su fagiano, fui eliminato) e siccome era, per mia fortuna, anche un bellissimo cane, ottenemmo pure uno splendido 1°ECC/CAC in esposizione. Eravamo nel lontano 1972/73. Dopo un paio d'anni lo regalai ad Amadessi,  col quale, nel frattempo, avevo allacciato ottimi rapporti tanto che mi aveva adottato, cinofilmente parlando, affidandomi poi, quando fu costretto a trasferirsi in una casa per anziani perchè sfrattato, l'incarico di fare qualche cucciolata per conto suo. Per motivi economici, fu costretto a vendere anche Aris, ma fece in tempo a fare qualche CAC in esposizione, senza, tuttavia, raggiungere mai la qualifica di Campione. Alla morte di Amadessi, incominciai ad interessarmi di Inglesi per merito, o colpa, dei vari Monti,Zurlini, Vecchi, ma principalmente per il coinvolgimento di Zironi e di Gregorini. Il primo mi regalò una pointer di due mesi, di nome Emiliae Topsy, con la quale vinsi la Classica di Pavullo, in classe Giovani, con la qualifica di M.B. quando, addestrata da me, aveva ancora 15 mesi. Poi la comperò Tamburini, allora appassionato cinofilo, per affidarla alle sapienti mani di Taccon con la quale ottenne, a quaglie ed a Grande Cerca, tantissimi Eccellenti ed un solo CAC, in quanto le veniva imputato un  difetto nell'anteriore che, seppure non grave, la penalizzava. Da Emilio Gregorini, invece, comprai il mio primo (ed ultimo) cane, un pointer grandissimo cacciatore di nome Al (Alfredo) che visse in casa fino all'età di tredici anni. Per la verità non lo comprai, ma feci cambio con un quadro ad olio che uno zio di mia moglie, noto pittore, ci aveva regalato in occasione del nostro matrimonio, fatto che per anni tenni nascosto. Poi, non ricordo come, conobbi Di Stadio che mi propose di muovere i suoi giovani cani, pointer e setter, che teneva a Reggio Emilia nel vastissimo cortile che aveva dietro al distributore di gas metano. Fu così che incominciai ad interessarmi di addestramento per conto terzi (si trattava esclusivamente di amici) e fui facilitato in questo dal fatto che potevo disporre delle riserve di caccia che Di Stadio aveva in Istria, il "Seghetto" a Umago e "Fasana" vicino a Pola, e più tardi Varazdin. Il 1985 fu l'ultimo anno da addestratore dilettante, ma non perchè passai professionista, ma proprio perchè smisi definitivamente in quanto mi resi conto che era un mestieraccio, che mi ero trasformato in un nomade e che stavo trascurando la famiglia. E' stata, comunque, una utilissima ed indimenticabile esperienza che non rinnego e della quale non mi pento.

 

Due momenti diversi della mia breve esprienza di allievo addestratore: nella prima foto, il Ducato pieno di cuccioloni, in Istria,  con mia moglie che spesso mi seguiva - nella seconda, la mia vestizione per affrontare il  freddo pungente del mese di Febbraio.

Un'altra cosa che molti non sanno è che, tutt'oggi, posseggo ancora una bellissima spinona, discendente dal vecchio e glorioso "Torrione", che Mocchi chiama "la spinona inglese" in quanto, anche se con un galoppo tipico della razza, corre quanto un pointer od un setter, per almeno due ore, per poi trottare con spiccata tipicità. Grandissimo difetto: non vuole assolutamente consentire ed è la mia e l'altrui disperazione, tanto da indurmi ad utilizzarla sempre e soltanto da sola. Probabilmente se avessi usato mezzi coercitivi di un certo peso, l'avrei anche convinta, ma le sono troppo affezionato e non voglio farle del male. In compenso è una riportatrice ed una recuperatrice formidabile.

 

A sinistra SPINO, fratello di cucciolata di Bice, bellissimo,  che ho regalato a Di Stadio anni fa e che lo utilizza a caccia con successo e grande soddisfazione (lui consente) - A destra, la altrettanto bella BICE